March 05, 2015

IMMER WIEDER GIOVANI PROMESSE (southern Phenomenology strikes again in Florence)


Per chi se lo fosse perso, la premiata ditta DI PETTA - COLAVERO ha colpito ancora in data 7-8 febbraio 2015. A Firenze.
La coppia di eterni debuttanti (più il Colavero), coadiuvata dal terzetto Di Cintio - Di Piazza - Tittarelli (in rigoroso ordine alfabetico), ha messo a segno un altro notevole colpo sulla strada della definizione di ciò che è bene e ciò che non è bene fare durante una lezione frontale su Ernst Junger e l'esperienza delle sostanze.
Il pubblico, tra cui si riconosceva la domenica il direttore Stanghellini, ha approvato la performance della coppia, riservando lunghi applausi, occhiatacce, ammiccamenti, salve di fischi e colpi di tosse a segnalare colpi di genio, sviste e mancamenti perchè...

SINO AI 42 ANNI COMPIUTI SI E' SEMPRE GIOVANI ED INESPERTE PROMESSE DELLA CLINICA. DOPO... IL BARATRO.
NON SI FA PIU' IN TEMPO A TORNARE INDIETRO.

Prossimo appuntamento e conferme il XV Corso Residenziale di Psicopatologia di Figline Valdarno.
per info:
- www.psicopatologiafenomenologica.it
- mail: scuola@psicopatologiafenomenologica.it
- twitter: @PFenomenologica

Non mancate.

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December 20, 2013

FENOMENOLOGIA DEL BROLLO. Cena di fine Corso 2013, Figline Valdarno.

 


Settembre. La serata prometteva bene.
Casa Ballerini al Brollo: cena di fine Corso 2013, in periodo di festeggiamenti per il centenario jaspersiano. La serata non poteva che promettere bene.
Arnaldo Ballerini e signora, insieme alla famiglia di Andrea Ballerini, ospitano la serata, l'evento tanto atteso che più che mondano si poteva a tutta ragione definire mondificato.

Amici e professori, allievi e conoscenti, nuovi arrivati e vecchie glorie condividevano il medesimo banchetto, l'ombra degli stessi alberi e le stesse bottiglie.
Il Calva a fine pasto, come tradizione impone.


 Di Piazza e Verri, the white shirts


 Colavero e Di Cintio, the southern stars 


Di Petta e Ballerini J., the Jeep addicted

Una lunga tavolata, alcuni piccoli ripari, qualche sedia sparsa alla rinfusa.
Ogni angolo nasconde una consultazione, gli alberi silenziosi sovrastano discussioni altrove fuori luogo, i bicchieri del Chianti figlinese accompagnano i cospiranti alla fenomenologia, confusi tra il medesimo peso intenzionale dei ricordi e delle immagini attuali.
Si tratta di Jaspers, di vita e donne, come di uomini e nosografia, ultime annate psichiatriche e vecchie annate psicopatologiche. Il Corso appena trascorso lascia il posto a quello che verrà, al progetto di rivisitare le vecchie glorie e farne strumento contemporaneo di clinica e ricerca.

I giovani ulivi si riparano dal sole alto all'ombra delle vecchie querce.

Le cene di fine corso sono da sempre il momento giusto per conoscere più da vicino il gruppo, stringere gli sguardi finalmente di parole e lasciarsi andare alla nostalgia degli incontri.
Quelli futili, quelli antichi, passati o brevi: tutti ancora vivi nei nostri occhi, da ormai circa otto anni.


Le 'discusse' tavolate


Momenti memorabili anche per la flora del Brollo


A fine cena, un manipolo (a dire il vero, il solito manipolo) di temerari si fa largo senza timore nella notte, sino a scendere il ripido costone che porta allo specchio d'acqua che è stato certo, e in tempi non lontani, luogo d'avventure infantili e scenario di giovani amori.

Lì, poche ore prima, i militi noti Di Petta, Colavero e Ballerini Jr. hanno piazzato le cariche, i mortai e le bombarde partenopee trasportate a sprezzo del pericolo su di un ignaro Frecciarossa da Di Petta, noto anche all'estero, per lo più in Brasile e dalle parti di Marsiglia, per le ardite gesta.
Il manipolo di temerari, con l'ausilio indispensabile del barbudo Rossi, si preparava poi all'accensione delle micce.
Le bombarde e le carcasse, a respingere lo straniero come sul Piave che fu, sono puntate in direzione della villa del noto riduzionista Sting... à la guerre comme à la guerre.
Che non vada perduto un solo colpo.

L'urlo di Di Petta annuncia la raffica al cielo degli Dei:
VIVA JASPERS!
VIVA ARNALDO BALLERINI!



Fuoco alle polveri riduzioniste!!


La prima linea, sprezzante del pericolo


La seconda linea, al riparo del Bianco & Nero

L'applauso infine prende il posto delle esplosioni, ritarda gli spumanti e prende nota delle posizioni. Quando il pubblico 'ai fuochi' si sta facendo appena largo verso il banco dei dolci e degli amari, delle grappe, un urlo squarcia il silenzio che s'era appena rifatto. Ricostituito.

"Al fuoco, al fuoco!!!... La collina va a fuoco!"


Tutto fumo, compreso l'arrosto

Le scintille partenopee questa volta hanno esagerato.
Il panico prende possesso della folla, che si fa massa. I Canadair in sciopero. 
Qualcuno corre a prendere una delle brocche d'acqua dalla tavola (il sottoscritto) senza dimenticare di immortalare gli storici momenti. Andrea Ballerini si lancia sul tubo dell'acqua passato da qualche volontario in ferma breve (la mia acqua intanto vola ad inzuppare la sua camicia), da basso Di Petta e Rossi (il barbudo Frank Capa emiliano) danno fondo all'acqua della piscina come bambini sul bagnasciuga. 


Hero of the day

Passano momenti lunghi come quarti d'ora. 
Sting ha appena chiamato il Fire Royal Department (sono ancora in viaggio sulle loro camionette del 1876, benzina verde).
In realtà tutto termina molto rapidamente.
Andrea Ballerini, Hero of the day, è bagnato fradicio ma non per colpa sua, Di Petta cerca ragioni alla disfatta, prova a dare la colpa al vento di Maestrale (ma sappiamo benissimo essersi trattato di un colpo di mano - quasi riuscito - degli organicisti). 
Arnaldo Ballerini impone l'ordine al fine serata, chiede un rapporto preciso della situazione.
Poi chiama Sting per tranquillizzarlo. Non è ancora giunta la sua ora, ma la resistenza del Brollo non mollerà mai l'osso britannico. 
Non passa lo Stinghiero.




L'adunata finale imposta da Arnaldo Ballerini









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February 12, 2011

COMPRENDRE XXI. Il nuovo numero dedicato al maestro, prof. Lorenzo Calvi.


INDICE

PRESENTAZIONE

di B. Callieri e G. Di Petta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 9

E. Borgna

SULLE ALI DELLA MEMORIA. . . . . . . . . . . . . . . . . 11

* * *

A. Ales Bello

ALLE ORIGINI DELLA PSICOPATOLOGIA

FENOMENOLOGICA: LUDWIG BINSWANGER. . . . . . 15

A. Ballerini

LE PAROLE E IL SILENZIO:

LA PSICOSI PAUCISINTOMATICA. . . . . . . . . . . . . 32

G. Charbonneau

IMMATURITÉ ADULTE ET CONSCIENCE DE RÔLE

De la notion d’immaturité à son concept . . . . . . . . . . . 46

P. Colavero

ALESSIO. IL CAUTO SMINATORE . . . . . . . . . . . . . . 66

L. Del Pistoia

LORENZO CALVI:

IL PIACERE DI ESISTERE E RIMEDITAR LA FOLLIA . . 104

R. De Monticelli

MEDITATIO DE VITA ET VOCATIONE

A Lorenzo Calvi per il suo ottantesimo compleanno. . . . . . 115

G. Di Petta

IL VISSUTO DEL VUOTO:

TEMPO, AFFETTI, CAMBIAMENTO

Per una fenomenologia dell’epochè. . . . . . . . . . . . . . 130

F.M. Ferro

ESPERIENZE PSICOTICHE: QUESTIONI DI STRUTTURA. . 182

A. Kraus

THE PERSONALITY OF MELANCHOLICS

(TYPUS MELANCHOLICUS)

SEEN FROM AN IDENTITY-THEORETICAL

POINT OF VIEW. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 196

F. Leoni

IL CORPO, LA CARNE, LA FOLLIA.

SUI RAPPORTI TRA FENOMENOLOGIA

E PSICOPATOLOGIA FENOMENOLOGICA. . . . . . . . . 201

S. Mellina

IL TEMPO DELLA PROSSIMITÀ CORPOREA

NELL’INCONTRO IN PSICHIATRIA

Riflessioni antropofenomenologiche dedicate a Lorenzo Calvi. 217

C.F. Muscatello, P. Scudellari

OSSESSIONE E DELIRIO.

DUE MOMENTI DI UNA STESSA CRISI

DELLA IDENTITÀ DELL’IO. . . . . . . . . . . . . . . . 232

E. Rizzuti

UNA FIGURA ANTROPOLOGICA SINGOLARE

Wolfgang Amadeus Mozart. . . . . . . . . . . . . . . . . . 240

K. Schneider

LA DEPRESSIONE DEL FONDO

con un Commento critico di R. Dalle Luche . . . . . . . . . 247

G. Stanghellini, R. Imbrescia

IL TATTO COME ORGANO DI SENSO CHE CI ORIENTA

NELLE RELAZIONI SOCIALI

Da Gadamer a Derrida . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 266

R. Vitelli

L’AL DI LÀ DEL FEMMINILE:

NOTE PER UNA LETTURA DASEINSANALITICA

DEL TRANSESSUALISMO MASCHILE. . . . . . . . . . . 292

* Recensioni *

R. Dalle Luche

I DURI VELI. VIAGGIO PSICOPATOLOGICO

ATTRAVERSO L’INFERNO DI DANTE. . . . . . . . . . . 321

G. Ferramosca

FEELINGS OF BEING.

PHENOMENOLOGY, PSYCHIATRY

AND THE SENSE OF THE REALITY

Una recensione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 324

A. Fusilli

IL SENSO TRA SPIEGAZIONE E INTERPRETAZIONE. . . . . 329

* Corsi e Convegni *

AI MARGINI DELLA PSICOPATOLOGIA.

PERCORSI, ESITI, CONFINI

XI Corso Residenziale di Psicopatologia Fenomenologica

2010/ 2011 – Figline Valdarno . . . . . . . . . . . . . . . . . 341

LA PSICOPATOLOGIA FENOMENOLOGICA

COME FONDAMENTO DELLA DIAGNOSI,

DELLA COMPRENSIONE

E DELLA TERAPIA DEI DISTURBI MENTALI

Corso base di Psicopatologia Fenomenologica

Palazzo Borghese, Via Ghibellina, 110 R, Firenze. . . . . . . . 349

PHENOMENOLOGICAL PATHS IN POST-MODERNITY.

A COMPARISON WITH THE PHENOMENOLOGY

OF LIFE OF A.-T. TYMIENIECKA

IV International Conference Phenomenology

Auditorium Antonianum, Via Manzoni, 1, Rome. . . . . . . . . 354

NATURE AND NARRATIVES OF TIME

Philosophical and Psychopathological Aspects

Salpêtriére Hospital – Paris

10-11 December 2010. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 361


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