February 16, 2011

L'UNDICESIMO CORSO RESIDENZIALE DI PSICOPATOLOGIA RESIDENZIALE. ACCORRETE NUMEROSI


I
Introduzione al corso
Arnaldo Ballerini e Gilberto Di Petta
IDEATIVO, AFFETTIVO, PERCETTIVO
TRA FENOMENOLOGIA, PSICOPATOLOGIA,
CLINICA
4-5 Marzo 2011
Lorenzo Calvi: Ideativo
Giovanni Stanghellini: Affettivo
Gilberto Di Petta: Percettivo
Discussione


II
LA DIALETTICA TRA “PROCESSO”
E “PERCORSO”: FENOMENOLOGIA,
PSICOPATOLOGIA, CLINICA
8-9 Aprile 2011
Arnaldo Ballerini: La discontinuità e la continuità
in psicopatologia
Mario Rossi Monti: Percorsi evanescenti in nosografia
Discussione
Situazione clinica presentata da
Alessandra Ambrosini e Alessia Fusilli


III
LA DIALETTICA TRA PERSONA E
DISTURBO: FENOMENOLOGIA,
PSICOPATOLOGIA, CLINICA
13-14 Maggio 2011
Riccardo Dalle Luche: Una revisione di reattivo,
endogeno, endoreattivo: Schneider, Tellenbach, Ey
Federico Leoni: Che cos’è una persona?
Discussione
Situazione clinica presentata da
Matteo Rossi


IV
LE SINDROMI PSICO-ORGANICHE
FENOMENOLOGIA, PSICOPATOLOGIA,
CLINICA
17-18 Giugno 2011
Bruno Callieri: Endogeno ed esogeno
Michael Musalek: Körper e Leib
Discussione


V
OLTRE LA FASE ACUTA:
DIFETTO, REINTEGRAZIONE, ESITI
23-24 Settembre 2011
Giuliano Casu: Nuovi “cronici” e percorsi di cura
nei Servizi
Giampaolo Di Piazza: Vie d’uscita (o di fuga?)
dalle psicosi
Discussione
Situazione clinica presentata da
Leonardo Zaninotto


VI
APPROCCIO FENOMENOLOGICO
ALLA PRESCRIZIONE FARMACOLOGICA
21-22 Ottobre 2011
Andrea Ballerini: Il senso della prescrizione
Massimo Ballerini: Riflessioni (critiche) intorno
alle linee guida
Discussione
Situazione clinica presentata da
Antonio Luchetti


VII
PSICOPATOLOGIA E PSICOTERAPIA
FENOMENOLOGICA
18-19 novembre 2011
Gilberto Di Petta: La psicosi nella “trappola” dei servizi:
dalla psicopatologia alla psicoterapia
Antonello Correale: Lavoro istituzionale e approccio
alla soggettività
Discussione
Situazione clinica presentata da
Alessia De Stefano


Iscrizioni e Ammissione
L’iscrizione ai Corsi che si terranno nell’anno 2011 può essere richiesta compilando e inviando la relativa scheda di iscrizione allegata a Società Italiana per la Psicopatologia c/o AIM Group, Sede di Firenze – Viale G. Mazzini, 70 – 50132 Firenze, via posta, oppure via fax al numero 055 3906908 entro e non oltre il 28 febbraio 2011.
Info su www.psicopatologiafenomenologica.it/societa

February 12, 2011

COMPRENDRE XXI. Il nuovo numero dedicato al maestro, prof. Lorenzo Calvi.


INDICE

PRESENTAZIONE

di B. Callieri e G. Di Petta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 9

E. Borgna

SULLE ALI DELLA MEMORIA. . . . . . . . . . . . . . . . . 11

* * *

A. Ales Bello

ALLE ORIGINI DELLA PSICOPATOLOGIA

FENOMENOLOGICA: LUDWIG BINSWANGER. . . . . . 15

A. Ballerini

LE PAROLE E IL SILENZIO:

LA PSICOSI PAUCISINTOMATICA. . . . . . . . . . . . . 32

G. Charbonneau

IMMATURITÉ ADULTE ET CONSCIENCE DE RÔLE

De la notion d’immaturité à son concept . . . . . . . . . . . 46

P. Colavero

ALESSIO. IL CAUTO SMINATORE . . . . . . . . . . . . . . 66

L. Del Pistoia

LORENZO CALVI:

IL PIACERE DI ESISTERE E RIMEDITAR LA FOLLIA . . 104

R. De Monticelli

MEDITATIO DE VITA ET VOCATIONE

A Lorenzo Calvi per il suo ottantesimo compleanno. . . . . . 115

G. Di Petta

IL VISSUTO DEL VUOTO:

TEMPO, AFFETTI, CAMBIAMENTO

Per una fenomenologia dell’epochè. . . . . . . . . . . . . . 130

F.M. Ferro

ESPERIENZE PSICOTICHE: QUESTIONI DI STRUTTURA. . 182

A. Kraus

THE PERSONALITY OF MELANCHOLICS

(TYPUS MELANCHOLICUS)

SEEN FROM AN IDENTITY-THEORETICAL

POINT OF VIEW. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 196

F. Leoni

IL CORPO, LA CARNE, LA FOLLIA.

SUI RAPPORTI TRA FENOMENOLOGIA

E PSICOPATOLOGIA FENOMENOLOGICA. . . . . . . . . 201

S. Mellina

IL TEMPO DELLA PROSSIMITÀ CORPOREA

NELL’INCONTRO IN PSICHIATRIA

Riflessioni antropofenomenologiche dedicate a Lorenzo Calvi. 217

C.F. Muscatello, P. Scudellari

OSSESSIONE E DELIRIO.

DUE MOMENTI DI UNA STESSA CRISI

DELLA IDENTITÀ DELL’IO. . . . . . . . . . . . . . . . 232

E. Rizzuti

UNA FIGURA ANTROPOLOGICA SINGOLARE

Wolfgang Amadeus Mozart. . . . . . . . . . . . . . . . . . 240

K. Schneider

LA DEPRESSIONE DEL FONDO

con un Commento critico di R. Dalle Luche . . . . . . . . . 247

G. Stanghellini, R. Imbrescia

IL TATTO COME ORGANO DI SENSO CHE CI ORIENTA

NELLE RELAZIONI SOCIALI

Da Gadamer a Derrida . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 266

R. Vitelli

L’AL DI LÀ DEL FEMMINILE:

NOTE PER UNA LETTURA DASEINSANALITICA

DEL TRANSESSUALISMO MASCHILE. . . . . . . . . . . 292

* Recensioni *

R. Dalle Luche

I DURI VELI. VIAGGIO PSICOPATOLOGICO

ATTRAVERSO L’INFERNO DI DANTE. . . . . . . . . . . 321

G. Ferramosca

FEELINGS OF BEING.

PHENOMENOLOGY, PSYCHIATRY

AND THE SENSE OF THE REALITY

Una recensione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 324

A. Fusilli

IL SENSO TRA SPIEGAZIONE E INTERPRETAZIONE. . . . . 329

* Corsi e Convegni *

AI MARGINI DELLA PSICOPATOLOGIA.

PERCORSI, ESITI, CONFINI

XI Corso Residenziale di Psicopatologia Fenomenologica

2010/ 2011 – Figline Valdarno . . . . . . . . . . . . . . . . . 341

LA PSICOPATOLOGIA FENOMENOLOGICA

COME FONDAMENTO DELLA DIAGNOSI,

DELLA COMPRENSIONE

E DELLA TERAPIA DEI DISTURBI MENTALI

Corso base di Psicopatologia Fenomenologica

Palazzo Borghese, Via Ghibellina, 110 R, Firenze. . . . . . . . 349

PHENOMENOLOGICAL PATHS IN POST-MODERNITY.

A COMPARISON WITH THE PHENOMENOLOGY

OF LIFE OF A.-T. TYMIENIECKA

IV International Conference Phenomenology

Auditorium Antonianum, Via Manzoni, 1, Rome. . . . . . . . . 354

NATURE AND NARRATIVES OF TIME

Philosophical and Psychopathological Aspects

Salpêtriére Hospital – Paris

10-11 December 2010. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 361


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January 02, 2011

Il sito gemello. Quello serio.










Per informazioni, da Jaspers in poi...

www.psicopatologiafenomenologica.it








November 21, 2010

"Arrivederci!" (A. Ballerini, cit.)








19/ 20 novembre 2010

Ultimo seminario del X Corso Residenziale di Psicopatologia Fenomenologica di Figline Valdarno.

Gli psicopatologi portoghesi anche quest'anno non negano il loro appoggio alla '
Società Italiana per la Psicopatologia' e non fanno mancare il loro fondamentale contributo.


"Terminato il X Corso di Figline Valdarno. La Società Portoghese Per la Psicopatologia protagonista indiscussa della kermesse psicopatologica toscana"
(Fenomenologia Oggi, 21. XI. 2010)

"Un anno da ricordare per la psicopatologia portoghese"
(La Gazzetta dell'Epoché, 21. XI. 2010)

"Acciughe, fenomenologia!!"
(Il Corriere di Bazzano, 20. XI. 2010)


Appuntamento a marzo 2011.

November 14, 2010

Il dott. Rossi a Figline Valdarno




13 e 14 maggio 2011 -
Matteo Rossi all'undicesimo Corso di Figline Valdarno.
La Psicopatologia Portoghese torna protagonista
a grande richiesta della scena psicopatologica nazionale.




(Nella foto d'archivio i dottori Di Petta, Colavero e Rossi in un raro momento di pausa)


November 13, 2010

Fenomenologia è psicoterapia.

Riportiamo qui di seguito una parte del contributo di Lorenzo Calvi da cui, primo a nostro giudizio, è nato il dibattito sulla esistenza o meno di una psicoterapia fenomenologica. Rimandiamo quindi a prossime nostre pubblicazioni oltre che alla rivista Comprendre, cui siamo idealmente e spiritualmente gemellati, che trovate tra i collegamenti.


"... Ma l’empatia è un’altra cosa. Di essa, soprattutto in ambito clinico, si può auspicare che sia calorosa, perché voglio vedere quale paziente possa desiderare d’avere un medico o uno psicologo o un infermiere freddo ed impartecipe. Non per questo si può sostantivare l’aggettivo e ritenere che l’empatia sia calore. L’autore da citare a proposito dell’empatia è, naturalmente, Edith Stein ed anche Rossi Monti e Ballerini A. C. lo fanno. Ma bisogna ricordare che il suo pensiero sull’empatia 1 I riferimenti cronologici senza indicazione dell’ autore rimandano ai miei lavori. si può riassumere dicendo che l’empatia è accorgersi dell’altro. E questo non vuol dire di per sé amarlo. Può ben voler dire anche odiarlo, e come! L’empatia è sentire la presenza dell’altro, farlo risaltare dallo sfondo come figura, trarlo dall’insignificanza, anzi, dall’inesistenza e fargli posto aprendo una nicchia nella nostra indifferenza. L’empatia è una prassi mimetica: “una mimèsi impercettibile dell’altro” (1969). Prassi perché essa si ha quando l’intenzionalità della coscienza si declina secondo modi, che possono essere espressi soltanto col ricorso a metafore corporali e di movimento: “andare incontro”, “aprirsi”, “accogliere”. Mimetica perché i movimenti intenzionali si modellano sull’altro. Quando la prassi mimetica è più che subliminare ed emerge alla coscienza come un fremito, allora ci siamo con l’immedesimazione, cosiddetta perché si ha l’impressione che l’altro si sia in qualche modo insinuato dentro di noi. A questo punto ci si può aspettare qualche segnale, che, reciprocamente, la stessa cosa si stia verificando nell’altro (1998). In questo scambio mimetico si gioca la partita del transfert e del controtransfert, ben lungi dal perdersi nella confusione d’una relazione omogeneizzata dal “fuoco” dell’empatia, come sospettano i nostri AA. Essi suggeriscono di ricordare “l’odio nel controtransfert” (Winnicott) ed io credo di averlo fatto implicitamente dicendo che l’incontro empatico è un “corpo a corpo” (1993; 1999 b), che il fenomenologo oscilla tra “la fusione e la separazione” (1993, 1999 b). Ho portato l’esempio d’un litigio accanto a quello dell’amore (1990). Ho lanciato addirittura la provocazione di esprimere l’incontro empatico con i termini più popolareschi e triviali, d’una fisicità fin troppo greve, per cui “si c.” oppure “non si c.” una persona quando ci si accorge o non ci si accorge di essa (1998). Chi parla di carattere contemplativo ed estetizzante dell’antropofenomenologia (De Martis e Petrella), di “deriva estetizzante” (Stanghellini) dovrebbe rivedere la sua critica a partire da queste posizioni. Mentre tutte le psicologie curvate in direzione psicoterapeutica (in primis, la psicoanalisi) prestano un’attenzione quasi esclusiva alla psiche, la fenomenologia ha valorizzato fortemente l’attenzione al corpo ed all’espressività corporea. È quel che si direbbe non presente a Rossi Monti, il quale introduce il suo scritto con una sintesi in cinque punti della fenomenologia, dove al primo punto si legge che viene considerato «organo di elezione, nel contatto col paziente, l’orecchio al posto dell’occhio (Stanghellini e Ballerini), volgendo prevalentemente l’attenzione alle esperienze interne e ai vissuti, ai sintomi dell’esperienza piuttosto che ai sintomi dell’espressione» (corsivi nel testo). Io direi invece che l’occhio non recede davanti all’orecchio, come se l’ascolto fosse qualcosa di più e di diverso dello strumento ineludibile della comunicazione verbale. Si può mettere l’accento finché si vuole sull’ascolto, ma non si può contestare all’occhio la sua priorità dopo aver chiarito, beninteso, che è in questione l’occhio non come organo naturalistico della vista bensì come organo trascendentale della visione: tutta la fenomenologia, vuoi psichiatrica vuoi filosofica, è un succedersi di metafore visuali e corporali. I “sintomi dell’esperienza” non potrebbero essere colti se non si traducessero in “sintomi dell’espressione”: e questa traduzione è il prendere corpo, l’incarnarsi di un’espressività a tutto campo, comprendente anche «ciò che non so dire a parole» (Callieri). Del resto gli stessi Rossi Monti e Ballerini A. C. definiscono la fenomenologia «un modo nuovo e diverso di vedere le cose» (il corsivo è mio)."

L. Calvi, Comprendre/ 10.










October 28, 2010


La Società Italiana per la Psicopatologia e la
Scuola di Psicoterapia e Fenomenologia Clinica
finalmente insieme.


www.psicopatologiafenomenologica.it




presto on line.